Migranti

“Accogliere è sempre rischiare, disturba sempre. Ma Gesù non viene forse a disturbarci nelle nostre abitudini, nei nostri comodi, nelle nostre stanchezze? Bisogna che siamo costantemente stimolati per non cadere in un bisogno di sicurezza e comodo, e continuare a camminare dalla schiavitù del peccato e dell’egoismo verso la terra promessa della liberazione. Accogliere non è per prima cosa aprire la porta della propria casa, ma aprire le porte del proprio cuore, e con questo diventare vulnerabili. E’ uno spirito, un atteggiamento interiore. E’ prendere l’altro all’interno di sé, anche se è una cosa che disturba e toglie sicurezza: è preoccuparsi di lui, essere attenti, aiutarlo a trovare il suo posto…”

Jean Vanier – La comunità luogo della festa e del perdono

Dal 15 dicembre 2014, un anno fa poco più, è iniziata l’esperienza del coordinamento regionale immigrazione.

La metodologia di lavoro, non imposta ma condivisa nella co responsabilità, mettendo al centro ogni realtà Caritas che ha iniziato pian piano a farne parte, ha reso possibile, nel corso di questi mesi, il coinvolgimento di 12 Caritas diocesane su 15 della nostra regione. Reggio Emilia – Guastalla, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza – Modigliana, Ferrara – Comacchio, Forlì –Bertinoro, Modena, Piacenza, San Marino – Montefeltro, Ravenna – Cervia, Rimini.  E sarebbe molto importante anche la presenza, nel limite delle possibilità, di Parma, Fidenza, Imola.

La scansione degli incontri è stata mensile (8 gennaio, 17 febbraio l’incontro con Caritas Italiana al cui ordine del giorno nei lavori del pomeriggio c’era il tema dell’immigrazione, 26 febbraio, 26 marzo, 07 maggio, 15 luglio con i direttori delle Caritas sul tema dei profughi, 02 settembre per la verifica di quanto fatto e progettazione del nuovo anno pastorale, 14 ottobre, 25 novembre, 13 gennaio ed il prossimo 02 marzo) mantenendo come sede la Curia Arcivescovile di Bologna.

è stato significativo incontrarsi, ed è importante continuare a farlo, con il referente Gruppo Regionale Educazione alla Mondialità. E’ necessaria la sinergia, la collaborazione e la relazione tra i diversi gruppi regionali dove la formazione permanente deve essere una priorità.

I temi e contenuti trattati:

  •  – Parte regionale per il dossier nazionale “Migranti attori di sviluppo”
  •  – Profughi: da Mare Nostrum a Frontex Plus costruendo e condividendo una mappatura aggiornata delle accoglienze nelle nostre diocesi e riflettendo sul vademecum prodotto dalla CEI e Caritas Italiana; portando l’esperienza al delegato regionale per la redazione del documento presentato in settembre alla Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna
  •  – Documenti e materiale Coordinamento Nazionale Immigrazione (partecipazione a Roma e Milano EXPO nei mesi di marzo, luglio e ottobre), vademecum e tre giorni formativi a Roma il 12, 13 e 14 gennaio scorsi sul progetto “Protetto Rifugiato a casa mia” e NOTIZIE dall’ufficio nazionale immigrazione inoltrate a tutte le Caritas Diocesane regionali. L’esperienza del Migramed a Tunisi del giugno scorso
  •  – Aspetti pastorali dell’immigrazione
  •  – Formazione: la giornata seminariale del 09 giugno a Bologna “… Come te stesso…” – Immigrazione: riflessi e pensieri di un agire quotidiano condiviso con gli interventi di don Davide Schiavon direttore della Caritas Diocesana di Treviso e Oliviero forti responsabile dell’Ufficio Immigrazione Caritas Italiana e quella che ci vedrà coinvolti il prossimo 01 febbraio sempre a Bologna “Ecco io faccio una cosa nuova” – Leggere i segni dei tempi con gli interventi di don Giovanni Nicolini e Nicoletta Dentico
  •  – L’immigrazione all’interno dei nostri Centri d’Ascolto e opere segno


    Numeri, date, mesi, stagioni: davanti a tutto lo sforzo e l’importanza di incontrarsi in un tempo dal forte connotato informatico e multimediale, dove la società rischia di abituarci al tutto e subito, a domanda risposta immediata, ad accorciare le distanze, parlarsi con i sociale network senza guardarsi in viso.Conoscersi, staccare dal proprio quotidiano per fermarsi, dialogare, condividere esperienze, fatiche, buone prassi, ascoltare, osservare, discernere in una pedagogia dei fatti continuando a cercare sempre una ricaduta positiva nella Caritas in cui si opera, imparando dagli altri.

“L’iniquità non colpisce solo gli individui, ma paesi interi, e obbliga a pensare ad un’etica delle relazioni internazionali… bisogna rafforzare la consapevolezza che siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci, e per ciò stesso non c’è nemmeno spazio per la globalizzazione dell’indifferenza”.
(Papa Francesco – Enciclica Laudato Sii  n. 51)

 

  • Valerio Corghi – Responsabile coordinamento regionale immigrazione

 

 

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